mercoledì 13 maggio 2015

Un salto nel vuoto.. ma con i tacchi!


Eccomi qui, mi presento! Federica Mori, Social Media Addict per passione, manager per professione. Ho una armadio pieno di vestiti, scarpe (con il tacco!) e borse, un bagno dove makeup e prodotti per viso&corpo ormai non ci stanno più, faccio Kick Boxing 2 volte la settimana per sfogare lo stress, vado a correre la mattina per iniziare al meglio la giornata e non disdegno un buon bicchiere di vino per chiuderla. Ho una piccola casa di cui prendermi cura, una splendida famiglia che è la mia forza, un compagno che mi sopporta quotidianamente, tanti buoni amici e due splendidi nipotini che adoro. Ho deciso di fare il grande salto e di diventare freelance: vi state chiedendo perchè? Seguitemi..

Dopo la laurea in relazione pubbliche e pubblicità sono entrata in un'agenzia che per 7 anni è stata la mia seconda casa. L'Ufficio stampa "puro", quello fatto di accreditamento, e-mail settimanali e lunghi recall, è stata la mia formazione e mi ha insegnato tanto sul mondo della stampa cartacea e sulle sue logiche. Ma l'entrata in gioco, e l'evoluzione, dei cosi detti “New Media” ha cambiato inevitabilmente tutto, compreso il mio lavoro. Non mi è mai piaciuto "sedermi e fare il mio compitino": sono una persona che si annoia facilmente e ha sempre bisogno di qualcosa di nuovo da fare, da provare. "Sbatterci la testa" lo chiamo io.. Perché di capocciate al muro ne ho date tante, ma sono più le volte in cui la testa mi è servita per affrontare situazioni e imparare cose nuove. I Social Network sono uno di quei casi. 

Quando nel 2006, finita l'università, una mia grande amica mi ha parlato di Facebook non ne sapevo nulla, mai sentito nominare. Mi disse: "Iscriviti, cosi rimaniamo in contatto anche dopo la laurea". E io che lasciavo lei e Milano per tornare in quel di Brescia non potevo che essere contenta di questa possibilità. Si perché ora facciamo fatica a ricordarlo quasi ma nel 2006 gli sms si pagavano, e costavano circa 15centesimi. Non parliamo delle telefonate! La prima volta che lo vidi, dopo essermi iscritta, pensai: "E adesso che ci faccio?". Solo in inglese, 4 amiche in tutto (quelle dell'università). Non capivo come usarlo, per cosa usarlo; e cosi per qualche mese rimase solo il modo con cui ogni tanto sentivo le vecchie amiche. Fino all'autunno del 2007, quando iniziarono ad aumentare le richieste di amicizia che "udite udite" arrivavano da persone che conoscevo davvero, che abitavano nella mia zona. Qui ci lessi la svolta, se Facebook era arrivato a Brescia, poteva andare ovunque e sfondare. E cosi fu! L'introduzione della lingua italiana e una buona comunicazione hanno fatto il resto nell’estate del 2008.. E l'abbiamo visto tutti! 

Fatto sta che, dopo essere partita in quarta con il mio profilo personale, ho iniziato a guardare anche al di fuori di Facebook, agli altri social. Scartato Twitter a priori (perché in 140 caratteri non riesco nemmeno a pensare, figuriamoci a scrivere) sono venuta a conoscenza di Google+ (era il 2011 se non ricordo male e si, lo stavano già dando per morto, chi mastica di smm sa’ a cosa mi riferisco!). Il Plus di Google è il responsabile principale della mia attuale professione di Social Media Manager, perché qui ho scoperto e iniziato a seguire tante persone che usavano i social per aiutare le aziende a farsi conoscere, a creare relazioni con i clienti e a vendere. Da qui è stato un crescendo di mille e mille articoli letti, case history studiate, corsi e seminari frequentati, Social Media Week a Milano ma soprattutto prime pagine aziendali aperte, prove ed errori. Si perché io quelli che “nascono imparati” non li sopporto: si sbaglia, è umano! L'importante è impegnarsi, studiare, imparare ma è solo l'esperienza che ti permette di crescere e di non sbagliare più. 



E cosi negli ultimi 5 anni sono cresciuta, maturata, cambiata.. E i social sono cresciuti, maturati e cambiati con me e oggi sono "la mia vita". Vivo connessa 17 ore al giorno: mi sveglio e controllo le notifiche, faccio colazione e rispondo ai messaggi e ai commenti, mi siedo alla scrivania e rispondo alle mail dei clienti: pianifico, faccio agende editoriali, creo grafiche per i post, li monitoro, controllo insight e campagne ads. E tutto per migliorare o incentivare le prenotazioni di un hotel o di un ristorante, le vendite di un'ecommerce internazionale o di un negozio "di paese", la visibilità di un marchio di prodotti per l'infanzia o di makeup, gli appuntamenti di un centro estetico, ecc.. Tutto questo per far capire ai miei clienti che i Social, se ben usati, sono risorsa inestimabile, capace di connetterti con il tuo target e d'interagire come non mai prima. 

Quando la sera si fa ormai avanti mi dedico alla lettura: leggo quello che è successo durante il giorno, articoli di social media marketing, di blogging, di SEO, di content curation e copy writer, e mi segno consigli da mettere in pratica fin dal giorno dopo.  Aggiorno la mia to do list della settimana (senza Todoist ormai sarei persa) e m'infilo a letto con il telefono in mano scorrendo la mia timeline (e la vita dei miei amici) mentre aggiorno la mia e guardo Grey's Anatomy. 

E con questa routine affronto questa nuova esperienza. L'essere diventata freelance mi permette di gestire il mio tempo, di dedicarmi ai miei clienti al 110% senza i paletti e gli orari di un'agenzia che un po' mi sono sempre stati stretti, senza le regole di qualcun altro ma con il mio modo di fare, con il mio modo di trattare, con il mio modo di affrontare le cose nuove buttandomici dentro fino in fondo. 

Questa sono io, questo è il mio mondo, questo è il mio lavoro. Un lavoro da cui non ci si stacca mai ma che sa darmi grandi soddisfazioni e che continuo a fare sapendo che domani sarà diverso, che dovrò fare qualcosa in più per stare al passo con i cambiamenti perché se è vero che "chi si ferma è perduto" con i social anche solo rallentare un po' può essere la fine!

Lo faccio per quelli che mi sostengono e lo hanno sempre fatto, come la mia famiglia e i miei amici, ma soprattutto per quelli che sono già lì ad aspettare che “cada”: beh, mettetevi comodi su quella riva del fiume, non lo vedrete passare tanto in fretta il mio cadavere! 
;-)


Fede


4 commenti:

  1. Un sincero in bocca al lupo, Fede. E' davvero un piacere collaborare con te :)
    E ora una botta di ironia: piazzare un refuso proprio nell'espressione "content curation" (hai scritto "conten curation") ti rende ai miei occhi ancora più simpatica :D :D

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    1. I refusi sono il male del terzo millennio.. mannaggia a me!
      Grazie mille!

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  2. Complimenti per la scelta coraggiosa. Le tue parole sono cariche di energia e sono sicuro che sei in grado di metterla al servizio dei tuoi clienti. In bocca al lupo!

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  3. Grazie mille per le belle parole! Crepi il lupo! ;-)

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