mercoledì 12 agosto 2015

ExpoMilano2015: io ci sono stata e vi racconto la mia esperienza..


L'esposizione universale a Milano è, sicuramente, uno di quegli eventi da non perdere: fosse solo perchè capita (spesso) una sola volta nella vita di riuscire a vederla! Per chi si interessa di comunicazione, poi, Expo è un grande "Spot" per tutti i paesi partecipanti e una vetrina di tutto ciò che possono offrire: proprio io, non potevo non andarci. ;-) 

E ci sono andata in ottima compagnia: la mia best friend Laura (che ha contribuito alla redazione di questo post), mia mamma e mia zia!  A parte l'auto-convinzione, i vari pareri di parenti e amici che già ci erano stati dato ci avevano un po' raffreddate (”è solo pubblicità”; “lunghe code”; “prezzi folli”; “non ho ancora capito cosa sia”) eppure spinte  dalla curiosità siamo partite convinte a non tornare finché non fossimo state soddisfatte (o morte!)Ecco le nostre impressioni...  
Innanzitutto ci siamo “informate”, o meglio, bevute tutto ciò che si diceva in rete su Expo Milano 2015 e soprattutto il sito istituzionale,  ahimè, non è, a mio parere, cosi utile se non per le info di base su biglietti ecc. Facebook ,invece, è stato di grande aiuto, ed in particolare il gruppo "Expo2015 - consigli per gli utenti", dove grazie all'incessante opera degli utenti ci sono segnalazioni quotidiane di eventi e opportunità, ma anche la descrizione di quelle piccole stranezze o curiosità legate a Expo a 360°. Leggendo un po' di cose qua e là, io e la mia fidata compagna di avventura Laura siamo partite con una lista di padiglioni da vedere (ed Expo Advisor sempre aperto  in consultazione). 

L'arrivo a Expo è stato meglio per previsto, alle 10.30 parcheggiavamo a Fiera, alle 11 entravamo in Expo. Primo padiglione fatto, lo Zero.. Ovviamente! Molto bello, molto scenico, sicuramente da vedere per capire quale dovrebbe essere il tema ed entrare nel mood dell'esposizione. Da qui abbiamo iniziato il nostro tour de force: 24 padiglioni in 11 ore, il tutto documentato passo passo dai timbrini... altrimenti chi ci credeva nessuno! Partenza dal Belgio: bella la parte dedicata ai gioielli, davvero spettacolari, oltre al cioccolato con i maestri chocolatier che offrivano anche assaggino. Interessante il loro sistema di "irrigazione" preso dell'acqua degli acquari posti sotto le piante. Per il resto.. Un po' deludente! Poi, è stata la volta del padiglione Vietnam che non è altro che uno spot pubblicitario della zona con tanto di Bazar, come pure il Padiglione Basmati, di fianco, in cui siamo entrate quasi per caso per uscirne subito dato che era solo un mercatino. Dopotutto eravamo all'inizio e ci aggiravamo un po' spaesate, con il passare delle ore è cambiato l'approccio! 

La prima visita degna di nota è stato il padiglione della Corea del Sud: spettacolare! Scenico e ben spiegato con tanto di personale pronto a rispondere alle domande e ad illustrare il processo di fermentazione. Sicuramente uno dei migliori. Simpatica anche l'idea di lasciare il proprio piatto preferito scritto sulla parete dell'ingresso, non proprio 2.0, ma molto efficace! 














Vista la poca coda, ci siamo poi buttate (letteralmente) nel padiglione Brasile con il suo ponte sospeso. Bello il ponte, divertentissimo (e faticoso) camminare sulle reti ma poi? Padiglione deludente, non l'abbiamo capito proprio. Piatto e poco interattivo! Una bella sorpresa, invece, il padiglione dell'Angola: interattivo, grandioso e ben spiegato, ma soprattutto centrato sul tema food.. 3 piani davvero interessanti! Un plauso anche al grande totem nel mezzo che mostra diverse generazioni di donne angolane e delle loro storie. 
Al padiglione del Nepal poi non si può dare un commento negativo: il padiglione altro non è che un grande tempio tipico nepalese; l'unica cosa che mostra il collegamento con il cibo è il piccolo ristorante all'uscita. Dopo il terremoto di aprile, però a questo popolo si perdona tutto. Il padiglione Irlanda,invece, lo ricorderemo per quelle grandi fotografie dove avrei voluto perdermi in quei prati immersi e coccolarmi con la loro grande mucca di peluche! Da dedicarci 1 minuto tra entrare e uscire, ma solo se non trovate coda! Più impegnativo è stato il padiglione Thailand: un percorso guidato in 3 sale con proiezione di immagini (paesaggi e cibo) e il finale spot propagandistico (dittatura style) del re "contadino" e del suo impegno (anche fisico!) per la crescita del paese e delle terre coltivate. Io e Laura abbiamo riso un sacco! :)  
 


Date le numerose lamentele delle nostre compagne, ci siamo arrese e abbiamo provveduto al pranzo, una buonissima empanadas al padiglione Colombia, dove non siamo per entrate (e per fortuna mi hanno detto poi!) anche se io mi sono concessa 5 minuti di riposo sull'amaca mentre il resto della ciurma andava in bagno!. È stato, quindi, il turno della Cina: bellissima la struttura esterna, un po' povero l'interno: carino il gioco della bilancia che ti dice in che "stato fisico" sei (normale, sovrappeso,ecc), per il resto troppo descrittivo e quindi un po' noioso. Il padiglione dell'Azerbaijan lo ricordo solo per i fiori colorati che si illuminavano con lo spostamento d'aria.. Bellissimi da vedere e "da giocarci" a per fare foto ricordo! Da segnalare il concorso per vincere un soggiorno nella capitale con tanto di tour virtuale che te la mostra. Ovviamente abbiamo partecipato, poi se vinciamo andiamo a vedere bene dov'è questo bel paese sul mappamondo! ;-) 


Vista la troppa coda, più di un'ora, abbiamo rinunciato ai padiglioni di Emirati arabi e Kazakistan sebbene il loro punteggio fosse molto alto. Abbiamo proseguito con i padiglioni "europei" e ci siamo viste Spagna, UK e Francia. Per la Spagna lascio la parola a Laura, che se lo ricorda.. Io un po' meno! 
"Alla fine del corridoio, poco prima di entrare nel salone in semioscurità dove vengono proiettate persone/tavolata sulle 4 pareti, sul lato destro ci sono 2 o 3  fessure di forma rettangolare dove inserire la nostra faccia per farci fare una fotografia (si sente chiaramente il "click" quando viene scattata) - tempo una decina di minuti la nostra faccia prenderà il posto della faccia di uno dei commensali seduti alla tavolata proiettata sulle 4 pareti del salone (con tanto di chef con cappello bianco che gira fra i commensali) - penso lo sappiano in pochi in quanto non vedevo praticamente nessuno che infilava la sua faccia negli appositi buchi restando poi fermo in attesa della foto. Avendo io fatti i complimenti per quello che avevo già visto nel padiglione alla ragazza /hostess lì presente questa ci ha seguiti spiegandoci gentilmente questo "trucchetto/giochetto". 

Io, invece, ero curiosa del padiglione UK, quello delle api con la spettacolare struttura ad alveare in acciaio che pesa qualche tonnellata. Delusione! ok incentrare un padiglione sulle api, ok la webcam con la diretta da un alveare in uk e ok anche la piantana a cui appoggiarsi per sentire le vibrazioni.. Ma poi? Niente. Delusione! Eppure ci era stato “venduto” come uno dei padiglioni che meglio avevano incarnato  lo spirito del tema di Expo, e forse sarà anche vero, ma è un'idea complessa e credo poco comprensibile ai più. Carino l'orto all'aperto che porta all'ingresso della Francia, una passeggiata tra piante e fiori davvero interessante, soprattutto per la presenza delle targhette con il nome di ciò che stava crescendo rendendo il tutto accessibile anche ai profani. Si capisce poco poi della parte del padiglione in cui vi era una sorte di "evoluzione" della lingerie francese ma va beh, son francesi! Buonissima la baguette comprata prima di uscire e mangiata mentre ero in fila per il padiglione Israele,  questo alza decisamente il punteggio! Ecco, un altro padiglione che davvero ci ha stupito oltre a piazzarsi tra le prime posizioni nella nostra personale classifica: nella sua semplicità (solo videoproiezioni) ti raccontano la loro terra, oltre ad alcune delle loro tradizioni e innovazioni legate alla coltivazione che hanno esportato in tutto il mondo come l'irrigazione a goccia! Davvero interessante, andate a vederlo anche solo per la "scenetta" introduttiva con questo povero ragazzo che passa la giornata a ripetere la stessa cosa e a interagire (a volte goffamente) con la video proiezione e una bellissima Moran Atias


Abbiamo scordato quasi completamente il padiglione Ungheria, zero ricordi, cancellato. Del "padiglione" Olandese avevamo letto cose strane e, in effetti, definirlo padiglione è complicato: non è che una fiera di paese a cielo aperto oppure un luna park! Street Food style e basta, io non ricordo altro perché mi sono concessa una birra fresca per affrontare la giornata... Il resto della truppa ha comunque sbirciato la parte descrittiva: un percorso di specchi che illustrava ciò che il paese offriva in fatto di coltivazione, peccato fosse solo in inglese. Carina, comunque, la ricostruzione! Segnalazione per food addicted, qui fanno un panino vegan a base di alghe che avrei voluto tanto provare, ma non era l'ideale a merenda!  

Il padiglione del Messico lo sconsigliamo, 3 piani che ci siamo dovute fare nonostante volessimo uscire dopo pochi minuti, una volta entrati non ti mollano più, non cercano di coinvolgere il pubblico. Carino il gioco all'entrata dove tu scatti una foto e ti assegnano in fiore e negli schermi interattivi all'interno vedi le caratteristiche del fiore e i suoi usi, anche medici. Poi all'uscita puoi stamparti un piccolo note e portartelo a casa. Fatto! (anche se non ho capito come vengono assegnati i fiori, penso a caso).

Raccolti anche questi timbri, ci siamo messe in coda per il padiglione italiano e vorremmo tanto dilungarci in complimenti, dirvi dell'orgoglio che ci ha gonfiato il petto per il nostro bel paese e di come non sono ha "tirato " Expo ma di come è stato sviluppato il tema del cibo in questo bel Palazzo Italia (che se penso a quanto è costato mi viene il nervoso considerando quello di cui il paese ha bisogno). Per la cronaca chi scrive è una che vive di comunicazione e marketing e che sottolinea l'importanza di una manifestazione del genere...ma c'è un limite alla decenza. Torniamo alla cronaca della giornata, 40 minuti in coda guardando lo spettacolo dell'accensione dell'albero della vita per poi fare scale, scale e scale senza vedere niente di bello se non televisioni con le maggiori tragedie naturalistiche in Italia e il crollo della basilica di Assisi durante il terremoto di qualche anno fa.. Vai a capire te cosa centravano con il cibo queste cose. Nemmeno con tanta immaginazione si ritrova il tema di Expo. Capisco il percorso che doveva dimostrare oltre alle eccellenze italiane anche la capacità del nostro paese di rialzarsi e andare avanti.. Ma ragazzi, qui hanno buttato via miliardi per mettermi degli schermi! E anche il plastico dove ti fanno vedere come sarebbe l'Europa senza l'Italia non l'ho capito.. Sarà che ormai mi era "scesa la poesia" e volevo solo uscire. Salviamo solo l'idea di ricreare l'Italia attraverso un grande giardino dove ogni regione è rappresentata da una pianta o coltivazione tipica, almeno hanno inserito la biodiversità. Per il resto, un'ora e un quarto buttata.. Non ho nemmeno visto la famosa sala in cui potevi farti accompagnare al buio per provare le sensazioni da non vedente: ok, non l'avrei comunque fatta ma ce la siamo proprio persa.. Boh! La creatività italiana di cui tanto andiamo fieri e siamo famosi nel mondo si è veramente persa per strada...o in questo caso sulle scale, viene da dire! 
 
Uscite da li siamo corse al padiglione della Svizzera, uno dei più nominati all'inaugurazione per il suo sistema di distribuzione "gratis", basato sulla ridistribuzione delle risorse tra la popolazione. Il concetto è semplice: siamo in tanti sulla terra, ma le risorse sono limitate, quindi dobbiamo usare solo lo stretto necessario, dividere con gli altri e non sprecare. Ovviamente la loro bella idea si è scontrata con l'ingordigia dei turisti che in 15 giorni hanno svuotato la prima piattaforma che avrebbe dovuto durare più di 40 giorni.. La seconda, quella che abbiamo visto noi, era quasi completamente vuota: niente mele, né acqua, solo caffè e sale. Va beh, apprezzo l'idea e mi dispiace per chi non riuscirà a vedere questo padiglione che a questo ritmo sarà chiuso entro fine settembre! 

Poi è stato il turno della Germania, un altro tra i nostri preferiti. Ben organizzato (con tanto di tavoletta interattiva per leggere le spiegazioni delle varie postazioni) e sensato: si parlava di acqua, cibo, cooperazione e territorio! Carina anche l'idea di mettere dei piccoli memo da potersi portare a casa con i consigli per farsi l'orto in casa o su come riutilizzare alcuni contenitori come vasi per le piante del terrazzo, in questo modo incoraggiano l'idea di aiutare in prima persona al miglioramento della situazione mondiale.  Da ridere, invece, il piccolo show "canoro" con due simpatici ragazzi tedeschi che suonavano e cantavano coinvolgendo la sala.
Non c'è partita, Germania batte Italia 4 a 0!  

Purtroppo siamo uscite che già l'orologio segnava le 8.30 e (dopo aver fatto un paio di minuti di "balli di gruppo" fuori dal ristorante tedesco.. Dai ci stava!) ci siamo rese conto che era ormai tardi e che alcuni padiglioni stavano chiudendo. Chiuso infatti il Giappone, abbiamo fatto il Qatar, ma nulla di particolare da segnalare tranne il tavolo interattivo che illustrava le pietanze tipiche in apertura al padiglione. Stesso discorso per la Russia. Quindi è stata la volta del Marocco che ci ha lasciate piacevolmente sorprese per l'organizzazione: ti mostrano le varie zone climatiche che compongono il paese, molto ricco e rigoglioso da una parte, ma completamente desertico dall'altra. Interessante, semplice da capire e ben studiato, si passa da una bella sala climatizzata a quella desertica riscaldata... diciamo che rende proprio l'idea. In ultima, non contente di finire cosi la nostra esperienza Expo ci siamo fiondate nel padiglione dell'Austria molto nominato per essere un "polmone verde": infatti ti sembra di camminare in un bosco, molto suggestivo.. Ma tutto qui. Sarà che noi ci abitiamo in montagna e che quindi non lo apprezziamo cosi tanto come la gente di città, ma è un altro padiglione dove del tema del cibo è rimasto poco. 


Sulla via del ritorno il padiglione Olanda ha guadagnato qualche punto con i pancakes al cioccolato bianco, mangiato mentre tornavamo verso i cancelli. E direi che quello è valso la giornata, da provare per togliere la stanchezza. 

Un giudizio positivo invece va all'atmosfera generale. Molti i volontari in caso servisse assistenza, molti i punti acqua che distribuiscono gratuitamente acqua fresca naturale e frizzante, moooolto puliti i servizi igienici e la struttura  in generale, piccoli dettagli che possono aiutare la buona riuscita di una visita. 

Che altro dire.. Expo ci è piaciuta, anche se alcuni padiglioni hanno deluso le aspettative e la presenza del "cibo" in generale in tutti i padiglioni è stato più trattato nella zona ristorante, che sviluppato nel tema. Certo, rimangono le classiche domande che ci si pone all'uscita: bisognava spendere cosi tanto per tutto questo? Davvero non siamo riusciti a finire tutto in tempo per l'inaugurazione del primo maggio partendo con anni e anni di organizzazione? Cose resterà di quest'esperienza? Cosa si farà di tutta questa mega struttura e area espositiva? Ai posteri l'ardua sentenza! Mi sa che ne parleremo ancora per molto di questo Expo!  

E come scritto sotto la gigantografia del re del Marocco, "che Dio vi abbia in gloria!" ;-) 



Ps: ringrazio la mia compagna di avventura, Laura, per essere venuta con me, avermi aiutato a sopportare Mamma e Zia che si lamentavano della fame e della stanchezza, e aver contribuito alla stesura di quest'articolo! Grazie Best!